Sacra Famiglia con San Giovannino

La tela, acquistata nel 1981 da un privato, già restaurata, si trova in ottimo stato di conservazione. Trattandosi del più diffuso soggetto prodotto per la devozione privata, è praticamente impossibile ritrovare l’antica provenienza di quest’opera o sperare di identificarla nella descrizione di qualche fonte. Al pari dei numerosissimi esempi del genere, è fedele al modulo compositivo che prende avvio nella pittura fiorentina e senese del primo Cinquecento e che di volta in volta è variato a seconda delle richieste committente, senza la minima preoccupazione di fedeltà ai testi evangelici o di rispetto della sincronia nel presentare, accanto ai protagonisti della Sacra Famiglia, le più varie combinazioni di santi o di personaggi ritratti, spesso negli atteggiamenti più quotidiani e affettuosi possibili.

Descrizione


La tela, acquistata nel 1981 da un privato, già restaurata, si trova in ottimo stato di conservazione. Trattandosi del più diffuso soggetto prodotto per la devozione privata, è praticamente impossibile ritrovare l’antica provenienza di quest’opera o sperare di identificarla nella descrizione di qualche fonte. Al pari dei numerosissimi esempi del genere, è fedele al modulo compositivo che prende avvio nella pittura fiorentina e senese del primo Cinquecento e che di volta in volta è variato a seconda delle richieste committente, senza la minima preoccupazione di fedeltà ai testi evangelici o di rispetto della sincronia nel presentare, accanto ai protagonisti della Sacra Famiglia, le più varie combinazioni di santi o di personaggi ritratti, spesso negli atteggiamenti più quotidiani e affettuosi possibili. Nella nostra tela non deve dunque stupire se il San Giuseppe, che potrebbe tramandare le sembianze del committente, tiene un crocifisso: memento – assieme alla piccola croce di canna amabilmente “contesa” fra i due bambini – della futura Passione di Gesù. L’opera è strettamente legata all’arte di Alessandro Casolani e, tramite l’esperienza di questo pittore si dimostra in linea diretta con la tradizione pittorica senese. In particolare le forme tenere e carnose del Bambino, e le pose manierate delle mani, la tipologia dei volti svelano una viva attenzione per i modelli del Beccafumi, indubbiamente condizionanti anche se filtrati da una mentalità controriformata che rende il tutto più dolce, affabile e accostante. Si tratta di un dipinto uscito dalla bottega dei Rustici, guidata da Vincenzo, il quale divulga i modi del più dotato cognato Alessandro Casolani in numerosissime tele sparse in tutto il territorio senese e grossetano. Tutte le opere che si possono riferire a Vincenzo, in base al confronto con la Pietà (Siena Pinacoteca), firmata, gli affreschi con il Battesimo di Cristo (Siena, Duomo, Cappella di San Giovanni) e l’Annunciazione (Siena, Sant’Ansano), documentati al 1616 e al 1617 (cfr. Alessandro Bagnoli, in L’Arte a Siena sotto i Medici. 1555-1609, catalogo della mostra, Roma 1980, pp. 87-89), sono molto vicine alla Sacra Famiglia che qui interessa, ma non ne raggiungono la qualità. È pertanto necessario attribuirla non a Vincenzo, come avevo proposto in un primo tempo (1984), ma piuttosto al figlio Francesco. Personalità emergente nell’ambito artistico familiare, assimilò più a fondo e in maniera più intelligente rispetto al padre la lezione dello zio Alessandro e fu attento anche alla pittura di Rutilio Manetti, come provano una lunetta in tela con la Crocifissione (Siena Convento delle Cappuccine), un Gesù caduto sotto la croce di collezione privata (scambiato per un Casolani da M. Ciampolini, La pittura a Siena nel secondo Cinquecento, in La pittura in Italia. Il Cinquecento, Milano 1987, p. 319, fig 511) e la Madonna delle Benedizioni (Siena Conservatori Femminili del Refugio) (cfr. A. Bagnoli, in L’Arte... cit., pp 189-190). La Sacra Famiglia è un necessario e immediato precedente di questa opera e risulta perfettamente coerente con l’Immacolata con il Bambino e Angeli (Siena, San Sebastiano in Camollia), commissionata nel 1609 e ricordata in un documento come opera di Francesco (cfr A. Bagnoli, in L’Arte… cit., pp 188-189), sia per la tipologia dei volti sia per la stesura pittorica accurata e morbidissima, con la quale il pittore riesce a far affiorare la testa di San Giuseppe dal fondo scuro e a rendere – proprio come nelle tele del Manetti intorno al 1610 – una concreta consistenza al pallido volto della Madonna.


Alessandro Bagnoli​



Autore

Francesco Rustici detto "il Rustichino"

Dati Anagrafici Autore

Siena 1592 -1626

Tipologia

Dipinto

Tecnica

Olio su tela

Soggetto

Sacra Famiglia con San Giovannino

Periodo artistico

XVI secolo

Datazione

XVI secolo

Dimensioni

95 x 68,5 cm

Collezione

Ritorno alla luce

Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. P.I. 00884060526