Madonna della Misericordia

Affresco trasportato su tela, 189 x 185 cm
Siena, Palazzo Tantucci.
In basso: "ANTONIO TVRCHI FORTINO DI LORENZO LORENZO MANDOLI LODOVICHO TONDI CHONSERVADORI E DEPOSITARIO MCCCCLXXXI". Più in basso: "AD MONTIS INSTITVTIONIS MEMORIAM A.D. MCDLXXII".


Descrizione


Madonna della Misericordia

di Valentino Anselmi

L’affresco di Benvenuto di Giovanni costituisce una delle testimonianze figurative più importanti della prestigiosa collezione della Banca Monte dei Paschi di Siena, in quanto strettamente legato alle vicende storiche dell’istituto. Come ricordano le iscrizioni, poste a commento dell’immagine, esso fu fatto eseguire nel 1481 dai Conservatori e dal Depositario del Monte Pio (o Monte de la Pietà) per commemorarne la fondazione avvenuta nel 1472. Il Monte Pio, destinato a divenire l’attuale Monte dei Paschi (avrebbe assunto la denominazione attuale il 2 novembre 1624), ebbe origine per volere delle Magistrature della Repubblica di Siena e fu espressamente istituito sia per contrastare i soprusi provocati dall’usura, concedendo ai cittadini interessi equi, sia per dare aiuto alle classi più disagiate della popolazione in un momento particolarmente difficile per l’economia locale. In aggiunta, è doveroso ricordare che l’affresco di Benvenuto di Giovanni non è l’unica opera ad essere stata commissionata direttamente dal Monte dei Paschi nel corso della sua lunga storia. Infatti, possiamo includere in questa categoria anche un ‘Cristo in pietà fra due angeli’ commissionato nel 1572 a Lorenzo Rustici per celebrare la riforma del Monte decisa da Cosimo dei Medici nel 1568, un ‘Compianto sul Cristo morto’ eseguito da Arcangelo Salimbeni nel 1576 per ornare la Stanza delle Udienze del Monte Pio, una grande tela con ‘Le storie di Giuseppe l’ebreo’ dipinta da Francesco Vanni nel 1596 su incarico dei Magistrati del Monte e una ‘Madonna col Bambino’ realizzata da Raffaello Vanni nel 1644 per arredare l’ingresso della Cancelleria. Con quest’ultimo dipinto si concluse una fase di committenze, che aveva permesso la costituzione di un primo nucleo di opere d’arte, rendendo straordinariamente significativa la raccolta della Banca Monte dei Paschi di Siena.
I committenti decisero di far dipingere a Benvenuto di Giovanni una ‘Madonna della Misericordia’, alludendo chiaramente all’opera di misericordioso aiuto che il Monte Pio svolse verso la componente più bisognosa della società senese, nei confronti della quale l’istituto si impegnò a garantire un’attività di prestito regolata da tassi di interesse insolitamente agevolati. In un momento successivo (1510-1515) Bernardino Fungai avrebbe aggiunto ai lati dell’affresco i ‘Santi Antonio da Padova, Maria Maddalena, Bernardino e Caterina da Siena’ e le ‘Imprese del Popolo e del Comune di Siena’. Benvenuto di Giovanni risolse la raffigurazione del suo affresco, adottando uno schema rigorosamente simmetrico. La Madonna poggia i piedi sopra tre cherubini, che la sollevano da terra, ed acquista una centralità iconica grazie alla posizione eretta e frontale. Ella indossa un abito bianco, decorato da grandi fiorami dorati, che lascia intravedere le forme delle gambe appena accennate e che ricade in pesanti pieghe verticali. Due angeli, che planano dal cielo, le incoronano la testa, mentre altri due sollevano il suo mantello azzurro, stringendo un candido giglio bianco, tipico attributo iconografico mariano. Sotto il mantello della Vergine, simbolo della sua azione protettrice, si radunano tutte le fasce della popolazione senese: uomini e donne, giovani, adulti e anziani, religiosi e laici. Le figure in primo piano sono rappresentate nella loro interezza, quelle retrostanti si qualificano per il solo volto e delle ultime si scorge solo la sommità del capo. Malgrado le fisionomie dei cittadini inginocchiati siano prive di caratterizzazione, è interessante esaminare il gruppo di sinistra, nel quale intravediamo un devoto, che rivolge il suo sguardo verso la Madonna, alcuni uomini, che discutono e gesticolano, e un padre, che poggia teneramente la sua mano sinistra sopra la testa di quella che sembra essere la sua giovane figlia. I due bacili, posti in primo piano in basso, alludono probabilmente a quelli che erano destinati a raccogliere le offerte per il Monte Pio. La cornice dipinta, che delimita l’affresco, è composta da una sorta di trabeazione e da due colonne illusionistiche a candelabro di ispirazione classica. È possibile che la cornice sia stata ridipinta da Bernardino Fungai, che ne avrebbe ripreso il motivo per definire i propri affreschi, ma ritengo che l’ideazione spetti a Benvenuto di Giovanni. Lo proverebbe la convergenza prospettica dei dadi su cui poggiano le colonne, che, a loro volta, testimoniano una ripresa dell’antico di gusto quattrocentesco e la volontà di imprimere all’affresco un’aura di solennità umanistica.
L’affresco è stato menzionato per la prima volta nel lontano 1862, allorché E. Micheli lo considerò “un buon affresco, alcune figure del quale rendono aria della scuola umbra”, aggiungendo, in un secondo momento, che sarebbe stato eseguito “forse da Benvenuto di Giovanni”. Questa ipotesi sarebbe stata ripresa nel 1903 da Lucy Olcott nella sua Guide to Siena, nella quale ha attribuito l’affresco proprio a Benvenuto. Lucy Olcott e William Heywood hanno distinto tre mani: quella di Benvenuto di Giovanni per la ‘Madonna della Misericordia’, quella di Matteo Balducci per le ‘Imprese del Popolo e del Comune di Siena’ e quella di un terzo pittore non identificato, ritenuto più tardo, per i ‘Santi Antonio da Padova, Maria Maddalena, Bernardino e Caterina da Siena’. Narciso Mengozzi ha accettato il riferimento a Benvenuto, notando delle analogie con una Madonna della Pinacoteca di Siena, presumibilmente da identificarsi con quella della tavola centrale del polittico di Montepertuso (oggi nella chiesa di San Fortunato di Vescovado di Murlo), all’epoca depositato nella galleria senese. L’attribuzione a Benvenuto è stata messa in discussione da Pietro Rossi, a cui le figure “dei pargoli oranti” parevano “più trascurate”, così da rivelare “la mano più inesperta di un allievo”. Al contrario, Luciano Cateni ha evidenziato la somiglianza della nostra Madonna con quella di un trittico con la ‘Madonna col Bambino in trono tra due angeli e i Santi Pietro e Nicola’ della National Gallery di Londra, supponendo per le due immagini l’impiego del medesimo cartone. Negli ultimi decenni il riferimento a Benvenuto di Giovanni è rimasto costante, affermandosi all’unanimità tra gli studiosi.
Benché l’affresco non sia stato firmato dal suo autore, possiamo confermare l’attribuzione a Benvenuto di Giovanni, viste le affinità stilistiche tra la nostra Vergine e alcuni identici soggetti dipinti dall’artista senese. Penso sia a una ‘Madonna col Bambino’ di una collezione privata di New York sia a una tavola con un medesimo tema della collezione della Banca Monte dei Paschi di Siena, nonché a una ‘Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista e Rocco’ della chiesa di San Sebastiano in Vallepiatta di Siena e, infine, a un trittico con la ‘Madonna col Bambino in trono tra due angeli e i Santi Pietro e Nicola’ della National Gallery di Londra (datato 1479), che in origine sarebbe stato eseguito per la città di Orvieto. Invero, se confrontassimo i volti delle Madonne effigiate in queste opere constateremmo che sono tutti accomunati dalla stessa dolcezza dei lineamenti: si osservino i grandi occhi semiaperti, le ampie arcate sopracciliari, le strette canne nasali, i menti pronunciati e le labbra turgide. In passato alcuni studiosi hanno supposto che il nostro affresco sia stato elaborato sotto la diretta influenza di Liberale da Verona e di Girolamo da Cremona, i quali avrebbero diffuso a Siena la cultura pittorica padana ispirata ai modi di Andrea Mantegna. Ciò potrebbe essere riferito ad altre opere o in merito all’evoluzione della carriera artistica di Benvenuto di Giovanni, ma se applicassimo questa teoria al nostro affresco cadremmo in errore, poiché la dura materia compatta con cui Benvenuto ha plasmato le proprie figure, come scolpite e al contempo solcate dai riflessi di luce, trae origine direttamente dallo stile pittorico del suo primo maestro Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta. Gli unici elementi che potrebbero essere stati desunti da figurazioni extra-senesi sono rappresentati dai due dinamici angeli in alto (impegnati ad incoronare la Vergine), i quali sembrano essere stati ripresi dalle opere del Perugino e dei principali maestri umbri della seconda metà del XV secolo. Questa ipotesi non parrà fuori luogo, se riflettiamo sul fatto che, due anni prima di eseguire il nostro affresco, Benvenuto di Giovanni era stato chiamato a dipingere per la città di Orvieto il sopracitato trittico della National Gallery di Londra, nel quale è possibile rilevare la volontà di intrattenere un dialogo con i dipinti del Perugino e con quelli del Pinturicchio e di Piermatteo d’Amelia. Da ultimo, è opportuno ribadire come il nostro affresco attesti la fama raggiunta da Benvenuto di Giovanni nella sua città natale agli inizi del nono decennio del Quattrocento, dal momento che fu commissionato dal Monte Pio (cioè da una delle più importanti istituzioni senesi) per commemorarne la fondazione.
BIBLIOGRAFIA:
E. Micheli, in Siena, 1862, pp. 260-261; Idem, 1883, p. 139; Il Monte dei Paschi, 1891, p. 205; W. Heywood, L. Olcott, 1903, p. 304; N. Mengozzi, 1904, p. 443; Guida di Siena, 1905, p. 115; N. Mengozzi, 1905, pp. 12-26; L. Olcott, 1906, p. 74; E. Jacobsen, 1908, p. 73; B. Berenson, 1909, p. 149; E.W. Forbes, 1913, p. 176; L. Dami, 1915, p. 56; W. Heywood, L. Olcott, 1924, p. 364; P. Rossi, 1925, pp. 10-12; E. Gaillard, 1927, p. 110; B. Berenson, 1932, p. 77; R. Van Marle, 1937, XVI, p. 403; L. Mortari, 1967, p. 62; B. Berenson, 1968, I, p. 41; E. Carli, 1971, p. 203; M.C. Bandera, in Scritti di storia dell’arte, 1977, I, p. 313; Monte dei Paschi, 1981, p. 9; S. Padovani, B. Santi, 1981, p. 36; Guida alla sede, 1987, pp. 17, 56; L. Cateni, in La sede storica, 1988, pp. 316-319; L.B. Kanter, in Painting in Renaissance, 1988, p. 300; P. Torriti, 1988, pp. 307-308; M.C. Bandera, 1999, pp. 108-109, 234-235; B. Santi, 1999, pp. 27-28; L. Bellosi, in La sede storica, 2002, pp. 9-10; M. Merlini, in ibidem, 2002, pp. 228-229; A. Bagnoli, 2005, pp. 12-13.



Autore

Benvenuto di Giovanni

Dati Anagrafici Autore

Siena, 1436 - documentato fino al 1509

Soggetto

Madonna della Misericordia

Periodo artistico

XV secolo

Datazione

1481

Dimensioni

189 x 185 cm

Luogo d'esposizione

Siena, Palazzo Tantucci, piano secondo

Collezione

Ritorno alla luce

Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. GRUPPO IVA MPS - Partita IVA 01483500524